La storia di Pisino

LA CITTÀ DI PISINO viene citata per la prima volta nell'anno 983 in un documento in cui l'imperatore Ottone afferma la donazione della fortificazione Castrum Pisinum ai vescovi di Parenzo. Loro cederono nel XII secolo la fortificazione al loro conte advocatus Majnard von Schwarzenburg che successivamente diffuse il potere su Tinjan (Antignana) e Kašćerga (Caschierga) ed in questo modo fece la base del podere che fino all'arrivo di Napoleone ebbe una sorte completamente diversa rispetto al resto dell'Istria. Dopo la morte di Majnard, per un breve periodo amministrò il podere sua figlia Matilde che tra l'altro si soprannominava la contessa di Pisino e con l'atto di matrimonio con il conte Engelbert il podere passa al potere dei conti di Gorizia.

In quel periodo, durante i conflitti continui delle tre parti, cresceva il potere dei conti di Gorizia e di Venezia che acquistava il potere sulle città costiere, una dopo l'altra passavano al suo potere, mentre indeboliva il potere dei patriarchi di Aquilea che fino a quel punto affermavano il diritto sulla maggioranza dei poderi in Istria. I conti di Gorizia allora divennero conti di Gorizia e d'Istria e per un certo periodo risiedevano addirittura a Pisino dove ebbero il proprio palazzo. A loro nome amministravano alcune parti del podere i ministeriali ed i militi-appartenenti alla nobiltà inferiore dipendente che non solo usando le armi ma anche attraverso i legami matrimoniali ben progettati giungevano ai nuovi poderi per i loro padroni. In quel periodo ai conti di Gorizia appartenevano, oltre ai dintorni di Pisino, Završje, Momjan, Sovinjak, Pietrapelosa, Lupoglav, Tinjan, Kršan, Kožljak, Žminj, Višnjan, Vižinada, mentre usufruivano alcuni poderi o diritti addirrittura a Motovun, Lovreč e Tar.

 

Siccome i confini cambiavano troppo spesso furono oggetto di continue contese e la movente della creazione del più vecchio documento giuridico croato internazionale ISTARSKI RAZVOD (L'atto di confinazione dell'Istria) il quale fu scritto contemporaneamente in tre lingue: latina, tedesca e croata – in caratteri glagolitici. Quando nel 1374 morì il conte di Gorizia Alberto IV che fu senza erede, il suo podere istriano che in quel momento per la prima volta viene menzionato sotto il nome di Contea di Pisino, passa alla famiglia degli Absburgo in base al contratto ereditario.

Dato che loro già possedevano grossi poderi in Austria, Carinzia, Carniola, Stiria e Tirolo, non attribuivano l'importanza al podere ma lo usavano come fonte di reddito con il quale finanziavano la propria salita sul trono del Sacro Romano Impero del popolo tedesco dandolo tante volte in appalto o da ipoteca ai loro vicini nobili. Si susseguirono cosi a Pisino molti nomi di conti conosciuti del tardo medioevo: Devinski, Walsee, Della Torre, Durr (Duerrer), Mosconi, Swetkowitz, Khevenhüller, Kaitschach, Fugger, Barbo, Eggenberg, Flangini, Porzia, Auersperg, Turinetti de Prie. Loro spesso non risiedevano a Pisino ma davano il podere in subappalti a breve termine oppure un capitano amministrava a loro nome. Siccome ognuno di loro cercava di trarre dal feudo il massimo reddito nel più breve periodo possibile, la pressione sui contadini era sempre al limite di resistenza e quella era la causa di tante rivolte come per es. nel 1409, 1571, 1631, 1653 e nel 1737 di cui ci testimonia in modo evidente una delle mostre nel Castello.

Alla fine, la Contea di Pisino viene acquistata nel 1766 dal consulente personale dell' imperatrice Maria Theresia, il conte Antonio Laderchi marchese Montecuccoli ed il castello di Pisino rimane di proprietà della stessa famiglia fino al 1945. Però gli stati intorno al castello - cambiano. Prima, nel 1797, dopo la caduta di Venezia nelle mani di Napoleone, è scomparsa la divisione dell'Istria tra i due stati,durata quasi mezzo millennio, siccome è ricaduta interamente – all'Austria, l'ex parte veneziana è ricaduta a Napoleone nel 1805 e poi nel 1809 di nuovo all'Austria e nello stesso anno l'intera Istria ( questa volta con Pisino e con l'Istria centrale) a Napoleone.

Fu così fino al settembre del 1813 quando, con una truppa di soldati si recò in Istria, dalla città di Fiume, allora austriaca, il capitano Josip Lazarić, nativo di Lindaro-dicono, ed il popolo lo accolse con entusiasmo e lo aiutò nell'assalto alle formazioni francesi sotto Lindaro. Fuggendo in direzione di Pisino e poi fino a Vermo dove furono completamente sconfitti, i francesi gettarono una gran parte degli armamenti nella Foiba di Pisino.

Dopo un breve periodo l'intera Istria è di nuovo sotto il dominio austriaco e Pisino diventa nel 1825 la sede del Distretto di Pisino che comprende, oltre all'Istria, le isole del Quarnero. Dopo il 1860 l'Istria diventa Contea marchesana con il proprio sabor (dieta) e la sede da Pisino è trasferita a Parenzo. Dal 1867 comincia il periodo della monarchia austroungarica mentre dal 1918 l'Istria è sotto il potere degli italiani.

In seguito alla capitulazione dell'Italia, nel settembre del 1943, a Pisino sono state emanate le decisioni storiche sull'unione dell'Istria alla Croazia che faceva parte della Jugoslavia, ma dopo i bombardamenti della città e la forte offensiva tedesca nello stesso mese l'intera Istria comincia a far parte della regione Adriatisches Kuestenland del Reich tedesco. La città di Pisino è stata liberata dall'ocupazione tedesca l'8 maggio del 1945. Appena allora, dopo 1400 anni dai primi arrivi degli Slavi su questi territori gli abitanti croati che sono in prevalenza dell'Istria centrale per la prima volta nella storia si sono trovati nello stesso stato con altri croati.

Dal 1991 la Slovenia e la Croazia sono stati indipendenti e dal 1993 Pisino è la sede della Regione istriana.

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